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«Lo sguardo animale: L'immagine del Lupo nel Medioevo»

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«Lo sguardo animale: L'immagine del Lupo nel Medioevo»

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Genere del video/audio:
Testimone/i:
Gherardo Ortalli

L'abbattimento dell'orso M13 il 19 febbraio 2013 decretata dalle autorità e l'uccisione illegale del lupo grigionese il 3 gennaio 2014 hanno lacerato l’opinione pubblica svizzera. Al di là delle reali ragioni alla base delle scelta di abbattere l’animale, il dibattito ripropone un ulteriore esempio di come la società contemporanea, pur dichiarandosi postmoderna, ragioni ancora usando un immaginario consolidatosi da secoli e che trae le sue origini nel Medioevo.
In questa conferenza svoltasi al Liceo cantonale di Lugano 1, lo storico Gherardo Ortalli disquisisce sull'immagine e la percezione del lupo come pericolo nate durante il Medioevo.

«Se al dato astratto della immediata percezione del lupo come pericolo si associa quello assai più concreto della diffusissima presenza della specie in tutto il territorio europeo durante i secoli, è facile rendersi conto di come attorno all’animale siano potuti nascere timori, credenze, ostilità tali da creare un vero e proprio mito. Un mito che, come residuo di fatti economici, di tradizione o di mentalità maturati in contesti comunque trascorsi e non più esistenti, è tuttora vivo ed operante. Basti pensare a come ancora oggi, benché questo animale non possa affatto essere considerato un “flagello” ma nemmeno una sostanziale causa di danni, la sua fama di carnivoro terribile sopravvive e i racconti e le favole persistono nell’assegnargli la funzione di elemento terrificante: lupo nero, lupo cattivo, lupo mannaro, immagine della bestialità assoluta e compiutamente realizzata.» Da G. Ortalli, Lupi genti culture, Einaudi, Torino, 1997, pp. 57-58.

Gherardo Ortalli insegna Storia medioevale nell’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi interessi di ricerca vanno dalla storia istituzionale a quella della cultura e della mentalità. Molta attenzione è stata dedicata anche allo studio della cronachistica medievale e della civiltà veneziana, nonché alle ricerche sulla storia della ludicità e del rapporto uomo-ambiente. Tra i suoi libri ricordiamo Pingatur in palatio. La pittura infamante nei secoli XII-XVI (Jouvence, Roma, 1979), Scuole e maestri tra medioevo e rinascimento. Il caso veneziano (Il Mulino, Bologna, 1996), Barattieri. Il gioco d’azzardo fra economia ed etica. Secoli XIII -XV (Il Mulino, Bologna, 2012); per la casa editrice Einaudi ha curato il volume III, Il Medioevo. Secoli V-XV della Storia d’Europa.

Di particolare interesse è l’opera Lupi genti culture (Einaudi, Torino, 1997), dove sono riuniti e rielaborati quattro saggi che hanno come tema di fondo il rapporto tra uomo e natura nel Medioevo: la costruzione del mito del lupo cattivo, la natura come matrigna, la natura come distruttrice. 

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L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

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