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"Lettera aperta a Marco Borradori": una riflessione

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"Lettera aperta a Marco Borradori": una riflessione

 Il 12 settembre scorso il Mattino della domenica ha pubblicato un articolo intitolato «ROM RAUS o campi di lavoro!». Tre giorni dopo, il 15 settembre, la nostra associazione ha una lettera aperta al consigliere di Stati Marco Borradori chiedendogli di distanziarsi dai toni e dai contenuti espressi dal giornale della Lega dei Ticinesi in nome dei principi etici che la scuola pubblica è chiamata a sostenere e a diffondere.

A un mese di distanza da quell’episodio, che tanta discussione e tante reazioni ha suscitato, il comitato dell’ATIS, Associazione Ticinese Insegnanti di Storia, intende tornare sull’argomento poiché, con la risposta all’interrogazione parlamentare di Lorenzo Quadri da parte del Consiglio di Stato resa pubblica in questi giorni, intitolata «Lettere tendenziose dei docenti della scuola pubblica>,si può dire si sia chiusa una pagina molto triste, che intendiamo richiamare all’attenzione con questo comunicato.

La nostra iniziativa, che consideravamo e continuiamo a considerare un atto dovuto e di civiltà, ha suscitato indifferenza tra i più ma anche tantissime adesioni, alcune delle quali particolarmente significative, che ci hanno ulteriormente convinto della legittimità e dell’opportunità della nostra presa di posizione.

Vi sono pure state reazioni indignate da parte di chi si è sentito colpito dal messaggio che la nostra lettera intendeva veicolare. Tra coloro che hanno espresso un certo fastidio, lo stesso Marco Borradori, il quale si è distanziato dal Mattino, ma ha ritenuto di non rispondere direttamente all’ATIS, precisando il suo pensiero ai microfoni della RSI e concedendo alcune interviste ai quotidiani ticinesi. Un atteggiamento del tutto legittimo che non intendiamo commentare.

Immediatamente dopo la pubblicazione della nostra presa di posizione, tuttavia, i toni sono diventati sempre più accesi nei confronti dei firmatari della lettera a Borradori, i quali hanno subito una serie di attacchi durissimi da parte del Movimento politico che si è sentito colpito dall’ATIS. Il Mattino della domenica ha infatti iniziato una vera e propria campagna diffamatoria e intimidatoria contro i docenti di storia e, più in generale, contro l’intera categoria degli insegnanti:

16 settembre: il Mattino online riferisce della lettera dell’ATIS con queste parole: “I fuchi dell'Atis "Associazione ticinese insegnanti di storia" scrivono a Marco Borradori. Nel loro impegno quotidiano non per raccontare i fatti della $toria, ma per distorcere gli avvenimenti piegandoli alla propaganda dei $inistroidi! E intanto (probabilmente nelle pause pagate da noi) i (cattivi) maestri di $toria trovano il tempo per scrivere a Borradori!

19 settembre: il Mattino della domenica scrive in seconda pagina un articolo intitolato “La carica dei fuchi di Stato”. I docenti di storia che hanno preso l’iniziativa di scrivere a Borradori vengono definiti “insegnanti strapagati di chiara matrice socialista che giustifica i delinquenti”, e in conclusione, dopo la lista dei firmatari della lettera, compare l’invito a licenziarli con questa espressione perentoria: “sono da lasciare a casa subito!”

La campagna di stampa contro l’ATIS è stata accompagnata da un’iniziativa parlamentare promossa, il 18 settembre, dal Gran Consigliere Lorenzo Quadri dal titolo “Lettere tendenziose dei docenti della scuola pubblica” nella quale l’esponente della Lega parla di “abuso della funzione pubblica per prese di posizione tendenziose e unilaterali” e chiede al C.d.S. se sia adeguato che i docenti di storia sottoscrivano posizioni in cui condannano la prima pagina di un domenicale senza prendere posizione contro atti vandalici e intimidazioni.

All’atto parlamentare ha fatto seguito, il 1 ottobre, una lettera aperta diretta al Consigliere di Stato Gendotti, sottoscritta dai membri del Gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi, i cui contenuti ricalcano quelli dell’interrogazione parlamentare di Quadri. I firmatari chiedono espressamente al capo del Dipartimento educazione, cultura e sport di distanziarsi dalla lettera dell’ATIS.

Naturalmente non ci permettiamo di mettere in discussione la legittimità di queste prese di posizione; ci limitiamo a far notare il crescendo di intensità delle aggressioni subite dagli insegnati che hanno scritto a Borradori. Si è infatti passati dall’attacco verbale alla lista di proscrizione (con tanto di invito al licenziamento immediato), per giungere poi all’atto parlamentare, concepito con tutta evidenza allo scopo di intimidire gli autori della lettera aperta – e i docenti della scuola pubblica più in generale – attraverso il ricorso a uno strumento di pressione istituzionale.

Questa campagna dai toni accesi in cui è stato costruito un vero proprio processo alle streghe ai danni dell’ATIS ha contribuito a creare un clima di tensione che ha raggiunto il culmine quando al segretario dell’ATIS è stata spedita una lettera anonima con minaccia di morte nel caso questi avesse persistito nel “criticare l’operato della Lega e essere dalla parte dei Rom”. Un episodio che si commenta da sé, per il quale l’ATIS non ha chiesto condanne pubbliche poiché ritiene sia attribuibile alla responsabilità di uno o più individui che non hanno sicuramente nulla a che fare con la Lega dei Ticinesi.

Come detto in apertura, prendiamo atto con soddisfazione del fatto che questa sequela di attacchi rivolti all’ATIS abbia avuto risposte chiare e nette, che non lasciano spazio ad alcun fraintendimento circa la legittimità della nostra azione; legittimità etica e civica (sulla quale non abbiamo mai avuto dubbi), come pure piena legittimità legale. Il Consiglio di Stato ha infatti risposto a chiare lettere all’interrogazione di Quadri rilevando come l’azione dei docenti dell’ATIS sia da considerare «l'espressione della libera opinione di un’associazione di categoria garantita dalla Costituzione federale. Essa non costituisce alcuna violazione dei diritti e dei doveri di un funzionario o di un docente e non può assolutamente essere considerata abusiva.» 

Ci piace ricordare come il Consigliere di Stato Gendotti avesse, da par suo, già preso chiaramente le distanze dalle tesi di Lorenzo Quadri e della Lega in due occasioni: durante un intervento al convegno dei Verbanisti tenutosi a Biasca il 25 settembre e attraverso la risposta alla lettera aperta rivoltagli dal Gruppo parlamentare della Lega, pubblicata sul quotidiano La Regione lo scorso 2 ottobre.

In conclusione, il comitato dell’ATIS ringrazia tutti coloro che hanno manifestato solidarietà e hanno appoggiato, pubblicamente o privatamente, o semplicemente condiviso, la nostra iniziativa.

Per l’ATIS:

Massimo Chiaruttini, Giovanni Benzoni, Maurizio Binaghi, Claudia De Gasparo, Alessandro Frigeri, Manolo Pellegrini, Roberto Sala, Giulia Söre, Rosario Talarico, Francesca Tognina Moretti

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Atis - Informazioni generali

L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

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