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Osservazioni dell'Atis in merito alla presa di Posizione del Consiglio di Stato

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Osservazioni dell'Atis in merito alla presa di Posizione del Consiglio di Stato

In seguito alla comunicazione ufficiale espressa il 25 marzo 2015 dal Consiglio di Stato del Canton Ticino sull'iniziativa denominata «Educhiamo i giovani alla cittadinanza» e inviata alla Commissione speciale scolastica del Parlamento, l'atis ritiene utile prendere ancora pubblicamente posizione (in allegato è possibile scaricare la versione in PDF).

Lugano, 25 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA

Il 25 marzo 2015 il Consiglio di Stato ha comunicato alla Commissione scolastica speciale del Gran Consiglio le sue conclusioni in merito all’iniziativa denominata "Educazione Civica, alla Cittadinanza e alla Democrazia Diretta”.

Il Consiglio di Stato reputa l’iniziativa «problematica dal profilo della sua ricevibilità, sia per quanto attiene al rispetto del principio dell’unità della forma, sia per quanto riguarda il rispetto del diritto federale, sia per la sua inapplicabilità e inattuabilità quanto ai vincoli finanziari da essa stessa proposti».

L’Associazione ticinese degli insegnanti di storia (atis), riunita in Assemblea straordinaria il 22 aprile 2015, ha deciso di esprimere pubblicamente le sue considerazioni in merito a questa importante presa di posizione del Consiglio di Stato.

  1. L’atis non ritiene di entrare nel merito della valutazione giuridica dell’iniziativa. Constata tuttavia, con soddisfazione, come le perplessità relative ai vincoli normativi superiori sollevate dal Consiglio di Stato fossero già state messe in luce dalla nostra associazione sia attraverso la presa di posizione del 5 febbraio 2014, sia tramite numerosi articoli apparsi sui giornali. L'atis non può inoltre fare a meno di rilevare, con una certa preoccupazione, che i promotori di un'iniziativa volta a introdurre elementi di civica nelle scuole non abbiano saputo proporre un testo giuridicamente ineccepibile.
  2. A sostegno della sua iniziativa, il comitato promotore aveva enfatizzato i risultati della valutazione sul potenziamento della civica e dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza svolto dalla SUPSI e pubblicato nel febbraio 2012, interpretandone faziosamente le conclusioni al fine di dimostrare la necessità di "introdurre" la civica con lo statuto di nuova materia; un atteggiamento molto discutibile, denunciato a più riprese dalla nostra associazione. Piace all'atis rilevare come anche il Consiglio di Stato propenda per una lettura più equilibrata e oggettiva del rapporto SUPSI e della situazione attuale dell'insegnamento della civica nelle scuole ticinesi.
  3. Nel rispetto della volontà delle cittadine e dei cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa, l’atis ritiene importante rendere più solido l’insegnamento della civica e dell’educazione alla cittadinanza purché non vengano disattesi i principi già più volte ribaditi dalla nostra associazione:

-       l’educazione civica non deve diventare una nuova disciplina con una valutazione specifica a scapito delle ore di storia;

-       insegnare civica significa educare alla libertà. Non è perciò accettabile l’idea, sostenuta a più riprese dagli iniziativisti, secondo cui l’insegnamento della civica debba essere inteso come strumento di indottrinamento. Prioritari, nella scuola, devono invece essere il rispetto del pluralismo e l’educazione alle pratiche democratiche.

  1. L’atis concorda con il Consiglio di Stato sull’inopportunità di prendere decisioni in merito a una modifica della griglia oraria come quella suggerita dai promotori dell’iniziativa proprio mentre è in atto una riflessione globale sulla scuola (Concordato Harmos e riforma denominata “La scuola che verrà”).

Per l’atis

Maurizio Binaghi

Presidente

Massimo Chiaruttini

Segretario

Allegati

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Atis - Informazioni generali

L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

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