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E. Con quali sentimenti ascolti ogni giorno la lettura del bollettino di guerra?

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E. Con quali sentimenti ascolti ogni giorno la lettura del bollettino di guerra?

Con questo componimento siamo ormai entrati nel periodo in cui anche per gli italiani è iniziato il conflitto. Nel suo famoso discorso del 10 giugno 1940, Mussolini annunciò dal balcone di Palazzo Venezia l’entrata in guerra dell’Italia contro Gran Bretagna e Francia, definite «democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano.» Il duce si riferiva naturalmente alle sanzioni imposte all’Italia nel 1935 dalla Società delle Nazioni in seguito all’invasione dell’Etiopia.

Sebbene fosse stato preso quasi all’unanimità (si erano astenuti soltanto Ungheria, Albania e Austria), il regime presentò quel provvedimento come il frutto delle pressioni inglesi. Ma i risentimenti dei fascisti verso Francia e Gran Bretagna non mancarono neppure negli anni seguenti.

Basti pensare all’agitazione antifrancese diffusasi in Italia nell’autunno del 1938, quando il governo fascista (Ciano si rese protagonista di un focoso discorso alla Camera) sollevò pubblicamente rivendicazioni irredentiste nei confronti di Corsica, Nizza e Savoia.

Sale, 24 gennaio 1941

Con quali sentimenti ascolti ogni giorno la lettura del bollettino di guerra?

Nel giugno del 1940 l’Italia sorse in armi contro l’Inghilterra e la Francia; nel novembre dichiarò guerra anche alla Grecia. I motivi di questa guerra sono chiari: quando nel 1935 l’Italia andò in Africa per la conquista dell’Impero, l’Inghilterra, che ha possedimenti e colonie vastissime, si mise a capo di 52 Nazioni ed impose all’Italia le sanzioni economiche con lo scopo di arrestarla nel suo glorioso cammino. Ma in quell’occasione, il Duce disse al popolo italiano: « Noi tireremo diritto!» E così fu. L’Italia vinse la guerra ed ebbe il suo Impero; vinse anche nel campo economico con la battaglia autarchica. Allora l’Inghilterra, che ingiustamente si era impadronita delle chiavi del Mediterraneo, lo stretto di Gibilterra, Malta e il Canale di Suez, cominciò ad ostacolare il commercio che l’Italia aveva col suo Impero; di più, pretendeva di essere pagata lautamente ogni volta che navi italiane dovevano passare il canale di Suez per recarsi in Etiopia. La Francia poi aiutava l’Inghilterra in ogni sua azione anti-italiana e teneva in sua mano alcune terre che, sotto ogni rapporto, appartengono all’Italia: Nizza, Savoia, la Corsica. L’Italia fu così costretta a dichiarare la guerra a queste nazioni.

Sono passati sette mesi da allora; sette mesi di sacrificio, di lavoro silenzioso da parte di tutto il popolo italiano, che sa essere giunto il momento delle rivendicazioni dei propri diritti; sette mesi di aspri combattimenti e di eroismi da parte dei soldati dell’esercito italiano.

Dal primo giorno di scuola in qua, noi alunne dell’Istituto Sacro Cuore, finite le lezioni, ci raduniamo per ascoltare la lettura del bollettino di guerra.

Ogni giorno io aspetto con ansia questo momento in cui vengo a conoscenza delle vicende liete o tristi della guerra, e apprendo di quanto eroismo sono capaci i nostri soldati. Esulto e gioisco con loro quando sento che hanno vinto e piango con loro quando so che hanno subito qualche perdita. Ogni giorno col pensiero sospeso mi chino con riverenza sui caduti, prego il Signore che li accolga in paradiso; mi avvicino anche ai feriti e li conforto con la preghiera e li medico col mio affetto di cristiana e d’Italiana. Questi i sentimenti che mi animano quando ascolto la lettura del nostro bollettino di guerra. Non credo però che essi siano solo miei, perché la lettura del bollettino viene sempre fatta in mezzo ad un silenzio religioso, e dal volto di tutte le mie compagne traspare un senso di commozione e di rispetto come se ascoltassero la lettura di una cosa sacra. L’Italia vincerà certamente questa guerra, perché spera tanto nell’aiuto del Signore. A questo scopo, il giorno 2 febbraio, per iniziativa del Santo Padre e per adesione del Governo italiano, avrà luogo la solenne consacrazione delle famiglie e dei soldati italiani al Sacro Cuore. Quale consolazione per i nostri soldati!

Il Sacro Cuore si commuoverà certamente alla vista di tanta fede, e quanto prima esaudirà i nostri voti, dando la vittoria alla nostra Patria e la pace alle famiglie, alle Nazioni ed al mondo intero.

[1] . Candeloro, Storia dell'Italia moderna. Il fascismo e le sue guerre, Feltrinelli, Milano, 1988, pag. 237.

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L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

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