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L'uomo e l'ambiente nel Novecento

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L'uomo e l'ambiente nel Novecento

L'atis introduce in questo speciale alcuni testi storiografici che possono approfondire il tema del rapporto tra l'uomo e l'ambiente durante il Novecento.

Le fonti documentarie fanno parte di un dossier elaborato dalla professoressa Francesca Tognina Moretti.

L'atis presenta una breve introduzione ad ogni documento.

 

Nel primo testo Piero Bevilacqua introduce il concetto di periodizzazione della storia alla luce dell’impatto dell’uomo sull’ambiente. Se ne evince il ruolo fondamentale giocato dallo sviluppo della società industriale occidentale. La storia del Novecento, e quindi l’età contemporanea, si caratterizza non solo per l’avvento della società tecnologica, quanto soprattutto per le conseguenze che questa ha avuto sull’ambiente.

Il dispiegarsi dell’azione delle società sulla natura non è stato accompagnato fin da subito da una consapevolezza di ciò che si veniva facendo. Eppure, non ne ha risentito solo la vita quotidiana delle società occidentali, ma il raggio di azione si è esteso sul globo dapprima nell’età dell’imperialismo, e in seguito si è propagato attraverso le guerre che hanno segnato il secolo. Anche nell’età della guerra fredda le società contemporanee hanno prodotto conseguenze irreparabili attraverso lo stato permanente di allerta dei due blocchi. Richard P. Tucker esamina le ricadute dell’impatto dell’uomo nel contesto dell’imperialismo e della decolonizzazione attraverso uno studio di caso, la distruzione delle foreste indiane. Nelle pagine dello storico John R. McNeill si affrontano le conseguenze sull’ambiente prodotte attraverso l’attività bellica nel corso del Novecento e nel contesto della guerra fredda.

Una consapevolezza diffusa della responsabilità dell’uomo nei confronti della distruzione dell’ambiente è sorta in seguito ad alcuni gravi incidenti che si sono verificati nella seconda metà del Novecento (la nube tossica sprigionata a Seveso in Lombardia nel 1976, l’incidente del 1979 nella centrale nucleare di Three Mile Island negli Stati Uniti, la fuoriuscita di gas tossici da una fabbrica chimica a Bhopal in India nel 1984 che provocò nel corso del tempo 20'000 vittime, la fusione del reattore nucleare di Chernobyl in Ucraina nel 1986). Alcuni disastri ambientali che hanno toccato l’opinione pubblica mondiale sono riportati nelle pagine seguenti. Il giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński racconta la scomparsa di un mare interno in Unione Sovietica, mentre il giornalista americano Somini Sengupta riflette sulla tragedia verificatasi nella città indiana di Bhopal, avvenuta nel 1984. Un altro fatto che ha sensibilizzato l’opinione pubblica, va rintracciato nella crisi petrolifera del 1973. Lester Brown, scrittore ed economista, pioniere del pensiero ambientalista, riflette sul problema dell’approvvigionamento energetico delle società industriali.

Antesignana di questa nuova sensibilità ambientalista è stata la biologa americana Rachel Carson che aveva studiato gli effetti dell’uso dei pesticidi; il suo libro, Primavera silenziosa (1962), tradotto in molte lingue, suscitò una vasta eco fra il pubblico dei lettori e fu decisivo per mettere al bando il DDT. Qui si riporta l’introduzione all’opera.

Dieci anni dopo hanno vasta risonanza gli studi sui limiti dello sviluppo promossi dal Club di Roma, di cui si riportano le considerazioni preliminari del Rapporto.

Nel 1982 Aurelio Peccei pone l’accento sul problema della pressione demografica in una società sempre più votata al consumismo. Dieci anni dopo a Rio si tiene il vertice delle Nazioni Unite che ha fatto proprio il concetto di sviluppo sostenibile e di cui si riporta la Dichiarazione: la questione ambientale è divenuta fondamentale non solo nel dibattito pubblico, ma anche nei vertici internazionali. 

Conclude il dossier una bibliografia sommaria degli studi italiani sulla storia dell'ambiente.

Scarica il materiale didattico cliccando sul documento corrispondente:

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Atis - Informazioni generali

L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

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