
In questa categoria vengono riprodotte le prese di posizione dell'Associazione ticinese degli insegnanti di storia in particolare riguardo a fatti ed eventi di carattere scolastico e sociale accaduti nel Canton Ticino e in Svizzera.
Non si tratta di animare il dibattito politico, ma di ribadire ancora una volta il senso di responsabilità civile con cui, in quanto docenti, affrontiamo ogni giorno la nostra professione. Il nostro compito, come previsto da una recente legge approvata dal parlamento ticinese, ci spinge infatti a intensificare le attività di educazione alla cittadinanza e a privilegiare la pubblica e civile convivenza.
In questi anni l'atis si è sentita in dovere di intervenire:
- In difesa di un'educazione alla cittadinanza democratica e storica, contro l'iniziativa di introdurre una materia indipendente e con valutazione;
- In difesa di una scuola pubblica avente risorse adeguate per svolgere il suo lavoro educativo e didattico;
- In difesa dei diritti dell'uomo e contro ogni discriminazione a seguito di un articolo contro il popolo rom apparso sul settimanale Il Mattino della Domenica;
- In difesa dell'insegnamento della storia al momento della riduzione delle ore di storia alla Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona;
- In difesa della figura di Giovanni Orelli, narratore, poeta e docente.
- A sostegno dell'equa possibilità di accedere all'abilitazione all'insegnamento della storia all'ASP - DFA di Locarno;
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L'atis ha risposto alla consultazione indetta dalla Divisione scuola del Dipartimento dell'Educazione, della Cultura e dello Sport del canton Ticino in merito alla riforma «La Scuola che verrà÷.
L'atis, l'associazione ticinese degli insegnanti di storia (www.atistoria.ch), ha inviato nei giorni scorsi a tutti i granconsiglieri del Canton Ticino una lettera aperta in cui esprime le sue posizioni sull'iniziativa "Educhiamo i giovani alla cittadinanza" ed espone una sua proposta in vista dei dibattiti parlamentari.
Il 2 settembre 2015 il Comitato promotore dell'iniziativa «Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)» ha presentato alla stampa la perizia dell'avvocato Pietro Crespi in merito alla presa di posizione del Consiglio di Stato in data 25 marzo 2015 (Link).
L'atis pubblica la versione integrale della perizia (ringraziando la fonte www.ticinolive.ch), evidenziando con un certo compiacimento che le osservazioni dell'avvocato Crespi, alfine di rendere l'iniziativa pienamente legale, ne svuotano in maniera essenziale le modalità d'applicazione, soprattutto in rapporto alla dotazione oraria e allo scorporo delle ore di storia (cfr. parti evidenziate).
In seguito alla comunicazione ufficiale espressa il 25 marzo 2015 dal Consiglio di Stato del Canton Ticino sull'iniziativa denominata «Educhiamo i giovani alla cittadinanza» e inviata alla Commissione speciale scolastica del Parlamento, l'atis ritiene utile prendere ancora pubblicamente posizione (in allegato è possibile scaricare la versione in PDF).
La Società Svizzera di Storia ha preso ufficialmente posizione sull'iniziativa "Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)", sostenendo e sottoscrivendo le tesi già esposte dall'Associazione ticinese degli insegnanti di storia in una lettera indirizzata alla Comissione speciale scolastica del Gran Consiglio e al Consigliere di Stato Manuele Bertoli (scaricabile in allegato).
Il 25 marzo 2015 il governo ticinese ha inviato una sua chiara presa di posizione all’indirizzo della commissione speciale scolastica del Parlamento in merito all'iniziativa popolare generica «Educhiamo i giovani alla cittadinanza».
Nella primavera del 2013 l’iniziativa popolare legislativa generica «Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)» ha raccolto il numero di firme necessario ed è ora all’esame della Commissione speciale scolastica del Gran Consiglio.
L'atis, in quanto associazione mantello degl insegnanti di storia, è stata invitata ad un incontro con la Commissione speciale scolastica.
Pur tenendo presenti le esigenze che hanno determinato il successo dell’iniziativa popolare, l'atis si è riunita in assemblea plenaria e ha votato all'unanimità una presa di posizione in cui sono espresse alcune perplessità in relazione all’introduzione pura e semplice di due ore mensili di civica scorporate dalle ore di storia in tutte le classi e in tutti gli ordini di scuola.
Il comitato dell'Associazione ticinese degli insegnanti di storia desidera pubblicare una comunicazione (in allegato) in cui espone una sua libera presa di posizione in relazione al Manifesto per la Scuola, redatto dal Movimento della Scuola, e alla giornata di sciopero, indetto dal sindacato VPOD per il 5 dicembre 2012.
Riproponiamo il testo della lettera aperta che esprime solidarietà a Giovanni Orelli, scrittore e docente, pubblicata su iniziativa del P.E.N. INTERNATIONAL Centro della Svizzera italiana e retoromancia e dell'ASSI - Associazione Scrittori Svizzera Italiana.
Il 21 marzo 2011 la trasmissione Il Punto della Rete2 della Radio Svizzera di lingua italiana presenta un approfondimento sulla situazione della disciplina "storia" alla SCC di Bellinzona.