Sitoteca

L'utilizzo di internet è diventato importante anche nella scuola e nella programmazione didattica. La quantità di siti che la rete offre determina però, specialmente negli studenti, l'incapacità di valutare criticamente le fonti e, di conseguenza, l'attendibilità delle informazioni.
In quest'ottica l'atis ritiene utile proporre una sezione del sito in cui possa trovare spazio una sitoteca criticamente aggiornata e valida. I criteri di scelta sono essenzialmente due: la credibilità della fonte e la sua gradevolezza grafica. Spesso, infatti, soprattutto nella rete, la grafica è un segnale evidente di un sito programmato ed elaborato con cura e professionalità.
Le varie revisioni ministeriali della scuola italiana negli ultimi anni hanno generato una serie di riflessioni epistemologiche e didattiche sui piani di formazione, sulle scelte curriculari e sulle singole materie. La riflessione sull’insegnamento della storia non solo ha seguito questa tendenza, ma si è trovata altresì al centro del dibattito, soprattutto per le implicazioni politiche della scelta italiana di mettere l’accento sullo studio della Storia contemporanea. Il dibattito – che spesso si è consumato tra accuse alla faziosità della manualistica storica e riferimenti alle tendenze revisioniste – ha messo in luce una caratteristica peculiare dell’insegnamento della storia, quella di avere una forte valenza politica e identitaria.
Gli studenti, come viene rimproverato loro dai professori, sono spesso altrove. […] Se voglio sperare nella loro piena presenza, devo aiutarli a calarsi nella mia lezione. Come riuscirci? E’ qualcosa che si impara, soprattutto sul campo, col tempo. Una sola certezza, la presenza dei miei allievi dipende strettamente dalla mia: dal mio essere presente nell’intera classe e a ogni individuo in particolare, dalla mia presenza alla mia materia, dalla mia presenza fisica e intellettuale e mentale, per i cinquantacinque minuti in cui durerà la mia lezione.
D. Pennac, Diario di Scuola. Milano, Feltrinelli, 2008.
L’insegnamento della Storia nella formazione professionale
Secondo il regolamento di applicazione, all'interno della scuola media superiore si è ritenuto che «l'educazione alla cittadinanza è compito fondamentale di ogni disciplina e comporta la responsabilità di tutto l'istituto scolastico».
Mentre nei primi due cicli di formazione del Piano di studio della scuola dell'obbligo ticinese (cioè nella scuola dell'infanzia e in quella elementare), la storia è integrata nella cosidetta Dimensione ambiente - assieme alla geografia e alle scienze naturali -, a partire dal terzo ciclo (scuola media) essa diventa una disciplina a sé stante.
L'approccio proposto è quello di una storia aperta al mondo e alla sua complessità, di un’educazione costante al pensiero critico. La disciplina si pone in stretta correlazione con l’Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia e deve quindi affrontare questioni “socialmente vive” sia nella disciplina di riferimento, in ambiti in cui vi sono controversie tra i ricercatori, sia nella società, in particolare per quanto riguarda il rapporto storia-memoria.
Il piano diciplinare di Storia ed Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia è consultabile cliccando qui.
Il valore formativo dell’insegnamento della storia è certamente di grande importanza in un settore scolastico, il medio superiore, in cui gli studenti seguono un percorso che li porta, al compimento della maggiore età, ad essere cittadini a pieno titolo.
(Pagina in allestimento)
La scuola pubblica persegue, attraverso l’insegnamento di conoscenze specifiche, degli obiettivi generali che rientrano nell’ambito della promozione della persona umana.
L'insegnamento nella scuola è stato per lungo tempo contraddistinto dalla prevalenza della quantità sulla qualità. Il nozionismo e il ruolo passivo degli allievi hanno però lasciato a poco a poco lo spazio a un insegnamento che da più importanza alla comprensione dei grandi fenomeni storici e che si basa su un ruolo più attivo degli studenti.