Sitoteca

L'utilizzo di internet è diventato importante anche nella scuola e nella programmazione didattica. La quantità di siti che la rete offre determina però, specialmente negli studenti, l'incapacità di valutare criticamente le fonti e, di conseguenza, l'attendibilità delle informazioni.
In quest'ottica l'atis ritiene utile proporre una sezione del sito in cui possa trovare spazio una sitoteca criticamente aggiornata e valida. I criteri di scelta sono essenzialmente due: la credibilità della fonte e la sua gradevolezza grafica. Spesso, infatti, soprattutto nella rete, la grafica è un segnale evidente di un sito programmato ed elaborato con cura e professionalità.
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Conferenze
Martedì 17 settembre 2019, alle ore 18.30, si è tenuta alla Biblioteca cantonale di Bellinzona la presentazione del libro "Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza". Ne hanno discusso: Maurizio Binaghi, presidente dell’Associazione ticinese degli insegnanti di storia; Silvana Calvo, ricercatrice; Roberto Cazzola, scrittore; Alessandro Vivanti, curatore del volume.
Lettura scenica di Margherita Coldesina.
Introdurrà la serata Stefano Vassere, direttore della Biblioteca cantonale di Bellinzona.
Nel corso della sua storia l'Associazione ticinese delle/degli insegnanti di storia ha prodotto diverso materiale dedicato alla storia di genere. In occasione della scioperio svizzero delle donne ha deciso di riunirlo e di arricchirlo con nuovi contributi.
Le proposte vengono dal corpo insegnante della Svizzera italiana e non vogliono certamente avere carattere paradigmatico: rappresentano gli sforzi intrapresi per introdurre nelle programmazione di storia delle scuole medie, medie superiori e professionali del Canton Ticino per sensibilizzare le allieve e gli allievi alla storia di genere.
L'atis intende ringraziare per la collaborazione gli esperti di storia per i settori medio e professionale.
L'atis fornisce una bibliografia sommaria di alcuni studi che possono permettere un approfondimento della tematica sia a livello storico e storiografico sia a livello didattico.
Alcuni stralci di queste opere e una parte degli articoli presentati sono disponibili in formato PDF nei materiali didattici proposti.
Dalle riflessioni precedenti appare evidente che, per introdurre una prospettiva di genere, non occorre che ai piani di studi e ai curricula di storia, già sempre più densi, si aggiungano nuovi campi e terreni di insegnamento. È necessaria invece una rivoluzione nel metodo: da un lato abbandonare il modello cronologico lineare e la presunzione dell’onniscienza, dall’altro imparare a (e insegnare a) interrogare e a indagare in maniera alternativa le tematiche del curriculum già comunemente affrontate. Per questa ragione è fondamentale individuare per ogni anno di insegnamento alcuni temi fortemente legati al genere e all’identità da proporre alle studentesse e agli studenti. Come già segnalato, affinché si possa esplicitare la continuità e la progressività del discorso di genere, serve un approccio costante e ripetuto nel corso dell’anno.
La riflessione storiografica sulla storia di genere ha indotto le insegnanti e gli insegnanti a riflettere con maggiore attenzione allo spazio che viene dato alle donne e ai rapporti di genere nella didattica della storia. Nel corso degli ultimi decenni tanti sono stati gli sforzi per introdurre la storia di genere nei piani di studio e nella pianificazione dell'insegnamento della storia. Nei programmi e nei manuali lo spazio per questa tematica aumenta sempre di più, ma molto ancora occorre fare affinché nella pratica quotidiana di insegnamento la questione di genere diventi una categoria fondamentale per l'analisi storica.
Per raggiungere questo obiettivo, occorre fornire alle docenti e ai docenti alcuni strumenti per permettere loro di comprendere appiena il valore della storia di genere nell'insegnamento della storia.
Nel corso del XX secolo, la storia delle donne è nata per contrastare l’epistemologia classica della storia, che attribuiva al soggetto maschile caratteri di universalità, cercando dunque di sopperire all’assenza delle donne dalla storia. L’avanzamento costante delle ricerche ha aperto problematiche nuove, che toccano i rapporti di potere tra uomo e donna, nonché le costruzioni culturali e sociali che soggiacciono al patriarcato e al discorso della supremazia maschile. L’attenzione si è dunque progressivamente spostata «dalla storia di uno specifico (per quanto ampio) gruppo sociale - le donne - alla più inclusiva storia delle relazioni sociali tra i sessi, e alla costruzione storica e sociale delle identità maschili e femminili in relazione fra loro» (Salvatici, 2010).
Il 14 giugno 2019 si svolge in tutta la Svizzera lo Sciopero femminista e delle donne. In vari cantoni si stanno creando dei collettivi regionali per la coordinazione e l'organizzazione di questa manifestazione.
Anche l'Associazione ticinese degli insegnanti di storia, in collaborazione con gli esperti per l'insegnamento della storia nelle scuole medie e nelle scuole professionali del Canton Ticino, intende offrire il suo contributo al dibattito pubblicando un dossier didattico che allarghi la riflessione alla storiografia e alla didattica dei gender studies.
Documenti multimediali
Invitato dal liceo cantonale di Lugano, in preparazione all'esame cantonale di Scienze umane, mercoledì 10 aprile 2019 presso l’Auditorium dell’Università della Svizzera italiana si è tenuta la conferenza di Gino Satta dal tema "Schiavitù e modernità".
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Nel 2019 l’Associazione Ticinese degli Insegnanti di Storia ha voluto contribuire alla Giornata della Memoria offrendo, con il sostegno del Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri nell’ambito del Programma di integrazione cantonale (PIC) 2018-2021, alcune occasioni di riflessione dedicate alla tragica storia dei nativi dell'America settentrionale.
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La storia tragica dei nativi del Nord America si rispecchia in un presente difficile in cui le popolazioni cercano di conservare una memoria collettiva. Diversi studiosi hanno affrontato la tematica offrendo spunti originali e discussi: combattuta è soprattutto la questione che verte sulla portata dello sterminio delle popolazioni indigene: si può parlare di genocidio sociale e culturale perpetrato volontariamente contro i nativi del Nord America?.